La fame vien leggendo: Strudel alle arance mele e biscotti con crema di Seirass al miele


Spesso, per ritornare alla mia casa
prendo un’oscura via di città vecchia.
Giallo in qualche pozzanghera si specchia
qualche fanale, e affollata è la strada.

Qui tra la gente che viene che va
dall’osteria alla casa o al lupanare,
dove son merci ed uomini il detrito
di un gran porto di mare,
io ritrovo, passando, l’infinito
nell’umiltà.
Qui prostituta e marinaio, il vecchio
che bestemmia, la femmina che bega,
il dragone che siede alla bottega
del friggitore,

la tumultuante giovane impazzita
d’amore,
sono tutte creature della vita
e del dolore;
s’agita in esse, come in me, il Signore.

Qui degli umili sento in compagnia
il mio pensiero farsi
più puro dove più turpe è la via.


(Città vecchia, Umberto Saba)

Se penso a Trieste, la città di Mari, che ci ha proposto lo strudel per l'MTC di febbraio, non posso non riallacciarmi al poeta che rappresenta di più questa città: Umberto Saba subì una notevole influenza dall'esser nato e vissuto in una città come Trieste, crocevia di culture, lingue e religioni diverse, dove se da un lato si rischiava di essere marginali e in ritardo rispetto al resto della penisola, dall'altro si aveva il vantaggio di vivere a stretto contatto con la cultura tedesca e quindi di essere all'avanguardia.
Trieste fu protagonista di molte delle poesie di Saba e, nel Canzoniere, vi dedicò un'intera sezione: Trieste e una donna (dove la donna era la moglie Lina).
Città vecchia è una poesia che si trova proprio in questa sezione e, mentre preparavo la versione dolce dello strudel, per l'MTC, mi è venuta in mente. Pensavo prima a Trieste, componimento in cui la città viene osservata dall'alto e amata come una donna, e poi immaginando l'interno dello strudel, avvolto da questa pasta così sottile, mi sono ricordata di Città vecchia, dove Trieste viene vista da dentro, attraverso la gente, il porto, il degrado, l'umiltà, che permettono all'io del poeta di purificarsi. Nelle vie della città si incontra amoralità che diventa per Saba naturalezza, in contrapposizione all'ipocrisia del mondo borghese.


Allora nel mio strudel dolce non potevano che entrare ingredienti semplicissimi: arance, mele, biscotti, miele. Ad accompagnarlo una crema di ricotta Seirass (ricotta tipica piemontese), mescolata con un goccio di miele. Sperando di rendere onore quella meravigliosa sfoglia che Mari ci ha insegnato a preparare.


Ingredienti
per la sfoglia (ingredienti della ricetta di Mari, fatta eccezione per il tipo di farina):
150 g di farina tipo 2 macinata a pietra
100 ml di acqua
1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva
1 pizzico di sale
per il ripieno:
1 arancia della Sicilia
1 mela Golden
60 g di miele di acacia
50 g di biscotti tipo gallette
per la crema:
150 g di ricotta Seirass
50 g di miele di acacia

Procedimento
Scaldare l’acqua, deve essere abbastanza calda ma non bollente. Setacciare la farina in un recipiente, aggiungere il sale e l’olio e versare a mano a mano l’acqua calda mescolando. Quando la farina avrà assorbito tutta l’acqua, togliere l’impasto dal recipiente e cominciare a lavorarlo con le mani su una spianatoia per un paio di minuti, fino ad ottenere un impasto morbido, quasi appiccicoso ma che comunque non resta attaccato alla spianatoia o alle dita. Mettere l’impasto a riposare, coperto da un panno umido o da una pellicola, per circa mezz’ora. Nel frattempo accendere il forno e portarlo alla temperatura di 180°C.
Sbucciare la mela e tagliarla a fettine sottile. Grattugiare la scorza dell'arancia e tenerla da parte. Pelare l'arancia a vivo. Unire la mela e l'arancia, aggiungere il miele e spremere la parte dell'arancia scartata, in modo da ottenere un po' di succo. Lasciar riposare la frutta finché non si stende la sfoglia.
Nel frattempo tritare i biscotti nel mixer e unirli alla scorza di arancia.
Mettere una tovaglia pulita (possibilmente lavata con sapone neutro e ben sciacquata), di lino o di cotone, sopra a un tavolo. Infarinare leggermente la tovaglia, prendere l’impasto e cominciare ad appiattirlo con le mani sopra alla tovaglia, quindi spianarlo aiutandosi con un mattarello. Quando la sfoglia comincerà ad essere abbastanza sottile mettere da parte il mattarello, sollevare la sfoglia dal tavolo aiutandosi con le mani e, tenendola con le nocche nella parte sottostante, cominciare a tirarla verso l’esterno facendola girare ogni tanto e facendo attenzione che non si rompa. La sfoglia deve diventare praticamente trasparente. Riporla nuovamente sulla tovaglia. Siccome i bordi saranno rimasti un po’ più spessi, passare con le dita lungo tutta l’estremità della sfoglia tirando la pasta per assottigliarla.
Disporre il composto di biscotti sulla sfoglia, e sopra di esso l'arancia e la mela, scolate dal liquido.
A questo punto, aiutandosi con la tovaglia, cominciare a sollevare la sfoglia per arrotolarla sul ripieno. Far fare un paio di giri, quindi ripiegare anche i due lembi esterni e continuare ad arrotolare fino alla fine.
Disporre lo strudel su una leccarda rivestita di carta da forno e spennellare la superficie con il liquido da cui è stata scolata la frutta. Cuocere in forno per 30-40 minuti.
Per la crema, mescolare semplicemente la ricotta con il miele e servirne una quenelle accanto a ogni fetta di strudel.


Con questa ricetta partecipo all'MTC di febbraio 
http://www.mtchallenge.it/2014/02/mtc-n-36-la-ricetta-della-sfida-di.html


24 commenti:

  1. Bella la tua ricetta Ely, la semplicità che appaga e ripaga. Trovo le tue riflessioni sulle letture sempre illuminanti. Di Saba, mi vergogno a dirlo, non ho ancora letto nulla. Mi piace tutto :))

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    1. Quello che conosco di Saba si limita a ciò che ho studiato a scuola: ecco insomma non è che abbia mai tenuto il Canzoniere sul comodino :P
      Grazie di tutto! ;)

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  2. Già mi avevi stregato con il post del finto kringle e "E lasciamole cadere queste stelle" del nostro Filippo! :P
    Riesci a rendere poesia ogni impasto.
    Ed è poesia ciò che cucini. Sono poesia la scelta degli ingredienti e dei contrasti. Sono poesia i tuoi post. Ed è poesia la tua cucina.
    Commentare semplicemente con "complimenti, stupendo, meraviglioso..." mi sembra sempre riduttivo, ed è il motivo per cui spesso non commento, mi togli ogni parola ed ogni pensiero. Rimango lì, a fissare le foto e a leggere la ricetta con attenzione e ammirazione.
    Mi faccio rapire e sogno.
    Ecco, tu mi fai sognare!
    Come sto sognando ora con questo strudel, rapita dolcemente dal suo vortice perfetto...

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    1. Ecco ma io ora come faccio a rispondere a un commento del genere? Mi fai arrossire!! Grazie grazie grazie!! :*

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  3. Tu sei pura poesia. Cucina e lettura non potevano trovare casa migliore.
    Brava brava brava come al solito.
    bacioni mia cara sorella :-)

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    1. Sorella di padella, io che posso fare se non continuare a ringraiarti?? No è che se ti avessi qui ti abbraccerei, ma sei lì, quindi ti dico grazie!! :)
      Smuack

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  4. Una vera delizia, complimenti!!!! Buona domenica

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  5. grazie per questo post.. certo, per la ricetta sì.. perchè è di sicuro un dolce "comfort", buonissimo..
    ma soprattutto per le parole.. la cucina così come la musica e la scrittura sono arti di pura poesia.. intense ti prendono il cuore..
    un abbraccio

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  6. Elisa, hai uno stile veramente inimitabile. Una sensibilità così "fine".. Brava è un po' riduttivo, ma tant'è. brava
    Ti abbraccio stretta!

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  7. Davvero sono incantata dalla tua conoscenza, mi piace Saba e la sua poesia ma tu sai regalare quel tocco in più quando racconti di uno scrittore o di un libro o di un poeta... Poesia pura anche questo strudel nella sua elegante semplicità, buona domenica!

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    1. Ma grazie! *_*
      A te, visto che sono in ritardo a rispondere, non posso che augurare un buon inizio di settimana ;)

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  8. Bene, è ufficiale, sei riuscita a commuovermi, contenta? Mamma mia Elisa, che post, che ricetta, che bravura, che estro! La poesia di Saba, una delle più belle, che analisi perfetta hai fatto.
    Da questo tuo strudel emerge tutta la tua classe, tu sei sempre brava ma ci sono delle volte in cui la tua bravura emerge e spicca in maniera particolare. Mi ricordo ancora quell'insalata con la quale hai vinto a giugno... e questo strudel, la stessa cosa, seplice, lineare ma perfetto, assolutamente perfetto, dall'inizio alla fine. Con la ricotta di seirass che lo accompagna, solo un po' di miele per addolcirla. La classe non è acqua. Bravissima. E grazie.
    Mari

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    1. Oooh! Sono riuscita a commuovere la Mari, bene! :)
      Senti scherzi a parte, sono io che sono commossa per le tue parole, davvero! Grazie di cuore, per quello che mi dici e per la ricetta che, credimi, userò sempre d'ora in poi!

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  9. Uno strudel poetico e bello, e il tuo collegamento con la poesia di Saba è tutto da leggere, sei proprio brava Elisa e ti lascio il mio in bocca al lupo per la nuova avventura.
    Enrica

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    1. Grazie Enrica! Grazie di tutto :**

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  10. e io, se penso allo strudel, non riuscirò più a smettere di pensare a questa ricetta che vedo qui. Che esalta il dolce nella sua natura povera, lo trasforma senza stravolgerlo, lo eleva alla pura poesia.
    Senza parole.

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    1. Con questi commenti, sono io che son senza parole, altroché :)

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  11. Come non amare uno strudel letterario!! =)

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