30 aprile 2012

Non la solita insalata di riso


Oggi, per pranzo, io e mio marito avevamo voglia di mangiare qualcosa di leggero, quindi, visto il mio desiderio di estate, ho pensato di fare un'insalata di riso. Nella mia cucina, talvolta, le insalate di riso e di pasta fungono, come le torte salate e le frittate, da ricette svuota-frigo. Oggi invece ho voluto pensarla e calibrarla bene dal punto di vista dei sapori e degli accostamenti. Gli asparagi e le uova, che si sa vanno a nozze, le olive nere a dare un tocco di sapidità, timo limone per conferire una nota di freschezza. E poi, dato che il clima non è particolarmente primaverile e men che meno estivo, non l'ho servita fredda ma leggermente tiepida.
Noi che volevamo star leggeri l'abbiamo mangiato come piatto unico, ma in piccole dosi lo potete offrire come antipasto.


Ingredienti
150 g di riso baldo biologico (di solito per le insalate uso il parboiled ma non ce l'avevo)
200 g di asparagi
una manciata di olive nere denocciolate
2 uova medie biologiche
4-5 rametti di timo limone (del mio "orto" sul balcone)
sale
olio evo


Procedimento
Pulire gli asparagi, legarli con uno spago e cuocerli per 10-15 minuti in acqua, in posizione verticale, immergendo solo i gambi.
Preparare le uova sode, come consiglia Gualtiero Marchesi: in una casseruola coprirle con acqua, portare ad ebollizione e togliere dal fuoco. Scolandole subito sarebbero alla coque, lasciandole immerse finché l'acqua si sarà raffreddata si otterranno delle uova sode sane (perché non subentra il rilascio di sostanze tossiche, che normalmente avviene raggiungendo alte temperature) e cotte a puntino.
Cuocere il riso in acqua bollente salata e scolarlo al dente. Lasciarlo intiepidire e nel frattempo preparare il condimento. Pelare le uova e dividerle in quattro spicchi. Tagliare gli asparagi a tocchetti di mezzo cm circa. Affettare le olive. Unire il riso con gli altri ingredienti, aggiustare di sale, condire con un filo d'olio evo e le foglioline di timo limone.
Servire l'insalata tiepida.





Con questa ricetta partecipo al contest di Ely Chi non risotta in compagnia...




 e al contest Una ricetta in camBIO


29 aprile 2012

Rice (flour) shortbread


Evviva il weekend lungo! Avendo a casa mio marito, che intrattiene il nano, io mi sto divertendo a fare un po' di prove in cucina.
Ho fatto un secondo tentativo con i macarons e, lo dico sottovoce, ci siamo quasi! :D Dopo il fallimento della prima volta, posso affermare di avercela quasi fatta, ma non canto ancora vittoria perché sono da perfezionare...
Altro esperimento sono stati questi biscotti, originari della Scozia, molto friabili (di qui il nome "Shortbread", dove "short" sta ad indicare proprio la friabilità). La ricetta originale prevede un impasto formato da una parte di zucchero, due di burro, tre di farina d'avena. Esistono, però, molte varianti: avendo cercato invano la farina di avena, ho deciso di provare a preparare questi biscotti con una parte di farina di grano tenero e una parte di farina di riso.


Ingredienti
100 g di zucchero
200 g di burro
200 g di farina buratto di grano tenero
100 g di farina di riso


Procedimento
Amalgamare il burro con lo zucchero. Aggiungere le due farine e impastare. Il composto risulterà molto friabile, quindi ci sono due opzioni per formare i biscotti: la prima (forse più semplice) è d stendere la pasta in una teglia rettangolare e tagliare dei rettangoli solo dopo la cottura; la seconda è quella di formare un panetto a forma di parallelepipedo, farlo riposare in frigo e tagliare dei rettangoli dello spessore di 1 cm o poco meno. Io ho seguito la seconda strada, ma vi consiglio di aiutarvi con la pellicola, per formare il panetto, e di farlo riposare almeno un'ora in frigo.
Dopo aver formato i biscotti, bucherellarli con uno stuzzicadenti.
Cuocere in forno a 175° per 15-20 minuti.


26 aprile 2012

Tagliolini alle ortiche con "pesto" di ortiche ed erbe aromatiche e dadolata di scamorza appassita


Oggi per la prima volta ho cucinato le ortiche: era da molto tempo che volevo provarle ma, come ho già detto qualche post fa, non sono una grande esperta di erbe spontanee...anzi diciamo pure che non ne capisco nulla! :)
Beh però le ortiche le conoscono tutti dai!
Lo so lo so...ma sapete perché non mi sono mai lanciata a raccoglierle? Per paura di pungermi...ahahah!
Quindi ammetto con un pizzico di vergogna di aver comprato le ortiche al mercato, dal banchetto dei miei cari contadini, da cui spesso mi rifornisco...però dai, le ho pagate meno di un euro! Inoltre i prodotti di questi contadini arrivano freschi freschi dalla campagna, in piccole quantità, con un aspetto decisamente bruttino (proprio come piace a me) e con un sapore genuino! :)
Dopo aver pulito le ortiche, munita di guanti, le ho lessate, ancora indecisa sul da farsi. Pensavo a una frittata, ma poi ho deciso per i tagliolini. Anche per il condimento ho usato le ortiche, facendo una specie di pesto, insieme a qualche erba aromatica del mio orto sul balcone. In realtà non è pestato e per di più è scaldato in padella, quindi ha veramente poco a che fare con il pesto. Infine ho aggiunto mezza scamorza appassita, che mi è stata portata dai miei genitori direttamente dal Molise.


Ingredienti per due persone
200 g di semola rimacinata di grano duro
2 tuorli d'uovo
150 g di ortiche
menta fresca
salvia
prezzemolo
sale
olio evo
Grana padano grattugiato
1/2 scamorza appassita


Procedimento
Pulire e lessare le ortiche in acqua bollente. Quando saranno cotte, strizzarle e tritarle nel mixer.
Disporre la farina a fontana e unirvi, iniziando a mescolare dal centro, i tuorli e metà delle ortiche tritate. Impastare per una decina di minuti finché si otterrà un impasto liscio e compatto.
Stendere la pasta e infarinarla con altra semola di grano duro. Dividerla a metà, ripiegare i lati opposti verso l'interno finché combaciano al centro e con un coltello ricavare i tagliolini.
Tritare finemente le erbe aromatiche e unirle al resto delle ortiche. Salare il "pesto", mescolare con olio evo e formaggio grattugiato.
Cuocere i tagliolini in abbondante acqua salata. Scaldare il "pesto" in una padella capiente, scolare i tagliolini e saltarli nella padella. Servire insieme a una dadolata di scamorza appassita.



Con questa ricetta partecipo al contest E tu di che pasta sei?




Prima di salutarvi, vorrei ringraziare Elena del blog Le ricette del bosco fatato per avermi donato il premio Blog portafortuna


e Tiziana del blog L'ombelico di Venere per avermi donato il premio Liebster blog


Scusatemi entrambe se contravvengo alle regole, ma in questi giorni sono un po' nelle curve e non riesco proprio a selezionare 15 blog a cui passare i due premi, quindi ho deciso di donarli a tutti gli amici blogger che passeranno di qui ^_^

24 aprile 2012

Risolatte alle fragole e rosa canina


Voglia di risolatte.
Di risolatte alle fragole e alla marmellata di rosa canina (ne avevo ancora un avanzo dalla frangipane della scorsa settimana).
Questa voglia mi è venuta riguardando delle foto che ho scattato sabato pomeriggio in un parco meraviglioso, così l'ho preparato per concedermi una coccola. Sì perché il risolatte è una vera e propria coccola per me.


Che c'entra il risolatte con le foto scattate in un parco? Direte voi.
Giusto!
Ora vi spiego com'è contorta la mia mente...

La rosa canina...


La rosa canina rosa...

 

Il laghetto di ninfee (che spunteranno fra un mesetto o due)...


Il rosa e il laghetto hanno rievocato nella mia testolina il dipinto Ninfee rosa di Claude Monet. In realtà tutto il pomeriggio, mentre scattavo foto, non ho fatto che pensare agli impressionisti, perché quell'ambientazione e quei colori mi ricordavano i loro quadri.
Tutto ciò mi ha condotto inevitabilmente al mio contest Contaminazioni. Food and... questo mese dedicato all'arte. Ecco allora che mi è balzato alla mente il risolatte alle fragole per il suo colore rosa, adatto per rappresentare questo dipinto nel piatto.

 
Tutto questo per dirvi: affrettatevi a partecipare! Mancano pochi giorni alla scadenza! ^_^

Ora possiamo passare alla ricetta :)

Ingredienti per 4 porzioni
100 g di riso a chicco tondo
250 ml di latte+acqua
1 cucchiaio raso di zucchero semolato
1/2 cucchiaio di marmellata di rosa canina
4-5 fragole
qualche fogliolina di menta

Procedimento
Portare ad ebollizione l'acqua e il latte con le foglie di menta. Togliere le foglie di menta e aggiungere il riso e lo zucchero e lasciar cuocere finché avrà assorbito tutto il liquido e sarà molto morbido. Togliere dal fuoco e frullare con il minipimer insieme alle fragole e alla marmellata di rosa canina. Disporre in 4 ciotoline e lasciar raffreddare a temperatura ambiente. Far raffreddare in frigo prima di servire.
p.s. per contrastare il dolce di questo dessert, lo si potrebbe accompagnare con del cioccolato fondente extra.



E dato che questa è una ricetta in rosa, partecipo al contest Color&food, what else? Aprile...think pink!


e, visto l'utilizzo del riso, al contest di Ely Chi non risotta in compagnia...

 

21 aprile 2012

Frangi-bon-bons con liquirizia e nespole


Ok.
Sediamoci.
Parliamone.
Sono entrata nel tunnel della pazzia dell'MTC!
Ero titubante "partecipo o non partecipo?"
Ho deciso "partecipo!"
Per iniziare una sola ricetta eh?! E' la prima volta, insomma!
Ehm...ne ho già preparate due...
Ok però poi basta!
Ok...
....
Ehm...io ne avrei fatta una terza versione...
.....
........
O_o

Dai ho la scusante che stasera ho ospiti a cena...un dolce lo dovevo ben preparare no??
....


Facciamo i seri per un attimo.
Questa è una versione della frangipane un po' ridotta, molto ridotta, direi. La frolla, preparata con lo zucchero muscovado, fa da guscio all'interno di uno stampo per cioccolatini; la frangipane nella solita ricetta di Ambra, è aromatizzata alla liquirizia (per riprendere l'aroma del mascobado) e a guarnire qualche cubetto di nespola giapponese, che secondo me ha un sapore che si sposa bene con il resto degli ingredienti.



Ingredienti per una cinquantina di bon-bons (oppure 15 bon-bons e 1 torta)
Per la pasta frolla
100 g di burro
100 g di zucchero Mascobado
1 uovo
200 g di farina di grano tenero 0
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di lievito per dolci
Per la crema frangipane di Ambra
100 g di farina di mandorle
100g di burro appena ammorbidito
100g di zucchero semolato
1 uovo
30g di fecola di patate
(variante concessa) 1 cucchiaio scarso di grappa alla liquirizia
Per farcire 
3-4 nespole giapponesi 
 

Procedimento
Per la pasta frolla
Lavorare il burro con lo zucchero e quando saranno ben amalgamati aggiungere l'uovo. Mescolare bene ed unire la farina, sale e lievito. Impastare finché si otterrà un impasto liscio e omogeneo, ma comunque non troppo a lungo altrimenti la frolla si "brucia". Far riposare in frigo.
Per la crema frangipane di Ambra
Montare il burro con lo zucchero fino ad ottenere una crema spumosa, aggiungervi l'uovo leggermente sbattuto e la grappa di liquirizia sempre lavorando con lo sbattitore, incorporare la farina di mandorle poco per volta e la fecola, continuando a montare.
Comporre e cuocere le tortine
Stendere la pasta frolla con un mattarello, ricavare con un bicchierino, dal diametro di 2 cm, dei cerchietti da disporre in uno stampo in silicone per cioccolatini. Farcire ogni bon-bon con un cucchiaino di crema frangipane e guarnire con un paio di cubetti di nespola, precedentemente pelata, privata del nocciolo e tagliata.
Cuocere in forno a 180° per 10-15 minuti.

 


Con questa ricetta partecipo (di nuovo!! O_o) all'MTC di Aprile

20 aprile 2012

"El smacafam" di Cristian Bertol...ma a modo mio


Ieri mi è arrivato il libro La prova del cuore. Cristian Bertol e le sue eccellenze, che mi è stato gentilmente donato da Eva del blog In cucina da Eva per la vittoria (con questa ricetta) al suo contest A piedi nudi nel parco.
Non ho resistito: il libro è bellissimo e dovevo assolutamente provare una ricetta! Così colgo l'occasione per ringraziare Eva pubblicamente :)


Prima di passare alla ricetta vorrei spendere due parole su questo libro, perché oltre ad essere molto bello è stato pubblicato per una buona causa: l'intero ricavato sarà devoluto alla Fondazione Trentina per l'Autismo, per finanziare il progetto di "creare un mondo migliore per l'autismo". Un libro che trovo interessante sotto molti punti di vista: prima di tutto perché raccoglie una serie di ricette della tradizione trentina, che io non conosco, in secondo luogo perché è arricchito da meravigliose fotografie, che ritraggono non solo i piatti ma anche i paesaggi del Trentino.
La preparazione che vi propongo non è uguale a quella riportata sul libro, per ovvi motivi di copyright e perché non riesco proprio a copiare le ricette degli altri: traggo ispirazione e poi devo sempre farle mie in qualche modo, cambiando ingredienti, dosi e procedimento... :P
Inoltre, proprio come Cristian Bertol, sostengo l'importanza di utilizzare prodotti caratteristici del luogo in cui si cucina: per questo se lui nel suo "smacafam" usa la Luganega tipica delle sue zone, io ho scelto la Salsiccia di Bra, se lui usa latte trentino, io ho utilizzato latte piemontese.
Ho scelto questa, tra le tante ricette, perché aveva quel non so che di rustico che mi piaceva; inoltre emana un calore familiare, è una di quelle preparazioni che sanno di comfort food...

Ingredienti
200 g di farina Buratto
1 cucchiaino di sale
pepe nero q.b.
300 ml di latte intero (piemontese)
2 uova
100 g di salsiccia di Bra

Procedimento
Con una frusta, mescolare i rossi d'uovo e il latte. Aggiungere pian piano, sempre mescolando, la farina, il sale e il pepe. A parte montare i bianchi a neve ben ferma e amalgamarli al resto.
Versare il composto ottenuto in una tortiera foderata con carta da forno e aggiungere la salsiccia di Bra spezzettata a mano.
Cuocere in forno a 185° per 35 minuti.

18 aprile 2012

Soupe à l'oignon...mais l'oignon de printemps!


Con un clima nuovamente uggioso (uffaaaa!!), cosa c'è di meglio di una zuppetta per scaldarsi?
Era un po' di tempo che volevo far provare a mio marito la zuppa di cipolle: era dalla scuola alberghiera che non la preparavo più (mamma mia, un'eternità!!).
Questa però non è la solita zuppa di cipolle: è una versione primaverile, con il cipollotto e gli asparagi, e italianizzata dalla pagnotta al posto della baguette e dal Raschera in sostituzione del Gruyère.
Mi è venuta in mente un paio di sere fa, quando mio fratello mi ha portato un mazzo di cipollotti: ho subito pensato che potevo sfruttarli in una preparazione simile ed abbinarli agli asparagi, visto che ormai mi sto divertendo con questo connubio... :D



Ingredienti per due persone
6 cipollotti
4 asparagi piccoli (denominati "asparagina")
olio evo
una noce di burro
1 cucchiaio raso di farina di grano tenero
sale
pepe nero
noce moscata
2 dl di brodo vegetale
1/2 pagnotta
formaggio Raschera dop


Procedimento
Pulire gli asparagi e cuocerli per 10-15 minuti in acqua bollente e salata, mantenendoli in posizione verticale, solo con i gambi immersi (io ne ho cotto un mazzo intero e poi ne ho tenuti 4 da parte per la zuppa, gli altri li ho serviti come contorno).
Pulire e affettare i cipollotti e farli stufare in un filo d'olio evo, salare e insaporire con una grattata di pepe nero e una di noce moscata. Intanto preparare il roux, facendo sciogliere il burro e mescolandovi la farina (sarebbe meglio tostarla prima, ma io ammetto di non averlo fatto, viste le quantità così ridotte). Unire il roux al cipollotto e lasciar rapprendere per un paio di minuti. Mescolare il brodo vegetale con un po' di acqua di cottura degli asparagi e coprire il cipollotto. Lasciar sobbollire per una trentina di minuti.
Nel frattempo tagliare la pagnotta a fette e farle tostare in forno a 175° in funzione grill.
Versare la zuppa ottenuta in due cocotte. Posizionarvi una fetta di pane abbrustolito; cospargere il crostino con il Raschera tagliato a cubetti molto piccoli, aggiungere due punte di asparagi e gratinare in forno finché il formaggio sarà sciolto e leggermente colorato.




Con questa ricetta (Ambra, lo giuro, è l'ultima! :P) partecipo al contest di Gattoghiotto in collaborazione con Malvarosa edizioni, Piccola bottega di campagna 

17 aprile 2012

Tagliatelle think pink


Ohh finalmente è tornato il sole ed io sono felicissima! :D Avrei voglia di prendere pupo e cagnolino e passeggiare al parco tutto il pomeriggio, portandomi dietro un buon libro e la macchina fotografica...se non fosse che ho una montagna di roba da stirare che fa venire i brividi. Non posso proprio più rimandare...ma perché odio così tanto stirare?? ç_ç
Beh se il bel tempo non ci abbandona nuovamente, domani mi concederò una lunga passeggiata con loro...
Intanto mi dedico a quello che ormai è diventato un appuntamento fisso: il contest a colori di Cinzia e Valentina, questo mese dedicato al rosa. E quale colore migliore per rappresentare la mia serenità in questa giornata di sole? A me il rosa trasmette proprio sensazioni di gioia...
E quindi vi presento queste tagliatelle think pink, vale a dire tagliatelle di fragole con bisque di gamberi profumata alla menta.
Un piatto un po' particolare, forse anche azzardato, lo ammetto, ma dosando bene gli ingredienti si ottiene un risultato delicato e saporito: il dolce-aspro delle fragole si bilancia bene con la salinità della bisque e dei gamberi e la menta dà un tocco di freschezza.


Ingredienti per due persone
Per le tagliatelle
150 g di farina di grano tenero 00
50 g di semola rimacinata di grano duro
1 uovo
4-5 fragole
Per la bisque e il condimento
200 g di gamberi
1 pezzo di cipolla
1 pezzo di carota
1 pezzo di sedano
1 noce di burro
1 cucchiaino di concentrato di pomodoro
acqua
1 cucchiaio di fecola di patate
menta fresca
olio evo
1 spicchio d'aglio

Procedimento
Mescolare le due farine, disporle a fontana e unirvi, iniziando a mescolare dal centro, l'uovo e le fragole frullate. Impastare per una decina di minuti finché si otterrà un impasto liscio e compatto.
Stendere la pasta e infarinarla con altra semola di grano duro. Se troppo grossa tagliare dei rettangoli lunghi una trentina di cm. Ripiegare i lati opposti verso l'interno finché combaciano al centro e con un coltello ricavare le tagliatelle. Se possibile stenderle per farle asciugare, prima di cuocerle.
Per la bisque, separare i gamberi dal loro carapace; mettere i gusci in una casseruola con una noce di burro e farli tostare. Coprire con acqua e aggiungere un pezzo di carota, uno di cipolla e uno di sedano. Lasciar sobbollire per una trentina di minuti. Nel frattempo scottare i gamberi sgusciati con un filo d'olio evo e uno spicchio d'aglio. Ridurre e frullare la sala con un minipimer. Filtrarla con un colino (possibilmente un chinoix) e riportare sul fuoco; aggiustare di sale e aggiungere il concentrato di pomodoro. Quando riprende il bollore addensare con la fecola di patate, previamente sciolta in un goccio d'acqua fredda (c'è chi aggiunge anche la panna, ma come ho già detto più volte non la amo abbinata ala pesce, quindi prediligo la versione più pura). Insaporire con menta fresca tritata e spegnere il fuoco.
Cuocere le tagliatelle in acqua bollente salata per 5 minuti, scolarle e condirle con la bisque. Servire con i gamberi scottati.


Con questa ricetta partecipo al contest Color&food, what else? Aprile...think pink!


e al contest Fragole a colazione


16 aprile 2012

MTC #2: torta frangipane con marmellata di rosa canina e mele alla genzianella


Come promesso, eccomi con la seconda versione della torta frangipane per l'MTC.
Quella di ieri era più fresca e frizzantina, la proposta di oggi invece è più...come dire...più romantica, ecco!
Mi sono anche dilettata nei disegnini: volevo una rosa canina per scattare la foto, ma vuoi il brutto tempo, vuoi un po' di faccende da sbrigare, non sono riuscita a procurarmela. Bisognava ingegnarsi in qualche modo...penso che fossero almeno 15 anni che non prendevo in mano un pastello. Sbaglio o l'MTC spinge a far cose strane? :D



La frolla, come ieri, è la solita che preparo per biscotti e crostate, con l'unica particolarità che ho usato la farina buratto: una farina di grano tenero che, essendo macinata a pietra naturale, mantiene una leggera parte di fibra e il germe del chicco. La crema frangipane è sempre quella di Ambra (ahhh che meraviglia, cara Ambra, penso che non la abbandonerò più!). A far la differenza stavolta sono la marmellata di rosa canina, l'acqua di rose nella crema frangipane e delle fettine di mela fatte macerare in una miscela di acqua e liquore alla genzianella (prodotto in casa da mio cognato).

E' incredibile come due versioni della stessa torta riescano a dar risultati così diversi: sicuramente merito della frangipane che, accostata a sapori diversi, riesce a farsi sentire e al contempo a farsi caratterizzare dagli altri ingredienti.


Ingredienti
Per la pasta frolla
100 g di burro
100 g di zucchero
1 uovo
200 g di farina buratto (di grano tenero, ma macinata a pietra naturale)
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di lievito per dolci
Per la crema frangipane di Ambra
100 g di farina di mandorle
100g di burro appena ammorbidito
100g di zucchero semolato
1 uovo
30g di fecola di patate
1 cucchiaio di acqua di rose
Per farcire
marmellata di rosa canina
1 mela Golden
1/2 bicchiere di liquore alla genzianella
1 bicchiere di acqua 


Procedimento
Qualche ora prima di cominciare preparare la mela, tagliandola a fettine senza privarla della buccia. Mettere la mela in una scodella e coprirla con una miscela di acqua e liquore alla genzianella. Lasciar insaporire per 4-5 ore.
Per la pasta frolla
Lavorare il burro con lo zucchero e quando saranno ben amalgamati aggiungere l'uovo. Mescolare bene ed unire la farina, sale e lievito. Impastare finché si otterrà un impasto liscio e omogeneo, ma comunque non troppo a lungo altrimenti la frolla si "brucia". Far riposare in frigo.
Per la crema frangipane di Ambra
Montare il burro con lo zucchero fino ad ottenere una crema spumosa, aggiungervi l'uovo leggermente sbattuto e l'acqua di rose sempre lavorando con lo sbattitore, incorporare la farina di mandorle poco per volta e la fecola, continuando a montare.
Comporre e cuocere le tortine
Stendere la pasta frolla con un mattarello e disporla in una tortiera imburrata e infarinata. Coprire il fondo con fagioli o ceci e farla "asciugare" in forno a 175° per una decina di minuti. Togliere i legumi e stendere la marmellata di rosa canina, aggiungere la crema frangipane e guarnire con le fettine di mela.
Cuocere in forno a 180° per 35 minuti.



E anche con questa ricetta partecipo all'MTC di aprile


15 aprile 2012

La mia prima volta all'MTC: torta frangipane mignon con marmellata di pomodori verdi e lime essiccato

Sono emozionatissima! E' la prima volta che partecipo all'MTC: da molto tempo ammiro, da esterna, le vere e proprie opere d'arte che vengon fuori da questo bellissimo contest, ma prima di buttarmi...
"ma io sarò all'altezza?" era la domanda che mi frullava in testa :P
Ora mi sono decisa, perché in ogni caso è bello mettersi in gioco e poi io amo questi appuntamenti fissi, che stimolano la fantasia in cucina! :)
Questo mese inoltre la proposta di Ambra era davvero invitante: la torta frangipane. La adoro! L'avevo già provata in una versione di Sigrid, che prevedeva l'utilizzo della pasta sfoglia, ma devo dire che con la pasta frolla è ancora meglio!
Ieri mi sono divertita un po' e ho prodotto le mie due versioni. Per ora iniziamo con la prima :D


La frolla l'ho preparata con la mia solita ricetta (che poi è praticamente uguale, almeno nelle dosi, a quella di Ambra), con la sola aggiunta della farina di mais; la crema frangipane è, come vuole il regolamento, quella di Ambra; i due ingredienti che caratterizzano le mie tortine sono la marmellata di pomodori verdi, fatta in casa dalla zia di mio marito, e il lime essiccato. Secondo me si sposano molto bene, perché la marmellata di pomodori verdi ha un sentore di limone; inoltre esaltano, senza coprirlo, il sapore "mandorlato" della frangipane.
 

Con queste dosi si ottiene una quindicina di tartellette, ma ovviamente dipende dalle dimensioni dei vostri stampi ;)

Ingredienti
Per la pasta frolla
100 g di burro
100 g di zucchero
1 uovo
150 g di farina di grano tenero 00
50 g di farina di mais
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di lievito per dolci
Per la crema frangipane di Ambra
100 g di farina di mandorle
100g di burro appena ammorbidito
100g di zucchero semolato
1 uovo
30g di fecola di patate
1 cucchiaio di acqua di fiori d'arancio
Per farcire
marmellata di pomodori verdi
fette di lime essiccato (una per ogni tortina)


Procedimento
Per la pasta frolla
Lavorare il burro con lo zucchero e quando saranno ben amalgamati aggiungere l'uovo. Mescolare bene ed unire le farine, sale e lievito. Impastare finché si otterrà un impasto liscio e omogeneo, ma comunque non troppo a lungo altrimenti la frolla si "brucia". Far riposare in frigo.
Per la crema frangipane di Ambra
Montare il burro con lo zucchero fino ad ottenere una crema spumosa, aggiungervi l'uovo leggermente sbattuto e l'acqua di fiori di arancio sempre lavorando con lo sbattitore, incorporare la farina di mandorle poco per volta e la fecola, continuando a montare.
Comporre e cuocere le tortine
Stendere la pasta frolla con un mattarello e tagliarla a cerchi (la dimensione sarà quella degli stampini, tenendo conto che dev'esserci un po' di bordo). Disporla negli stampini imburrati e infarinati. Sul fondo stendere la marmellata di pomodori verdi, aggiungere la crema frangipane e guarnire con una fettina di lime essiccato.
Cuocere in forno a 180° per 20 minuti circa.


A presto con la prossima versione e vi ricordo che, da oggi, avete ancora un mese di tempo per partecipare al mio contest: accorrete gente, accorrete! :D


Con questa ricetta partecipo all'MTC di aprile


12 aprile 2012

Le mille e una spezia



C'era una volta un ragazzo che non possedeva alcuna ricchezza, ma aveva un grande dono: sapeva mescolare spezie e profumi come nessun altro cuoco riusciva a fare. Non si sapeva quale fosse il suo segreto, ma grazie a questa sua capacità veniva chiamato nelle corti dei più grandi e ricchi sultani e imperatori.
Quando fu invitato a cucinare per il re del Marocco, si invaghì di sua figlia. Accadde però che anche lei si innamorò del ragazzo e quando il padre lo scoprì, il cuoco venne arrestato e condannato a morte. La principessa implorò il padre di liberarlo, ma le sue preghiere non furono ascoltate: la principessa del Marocco non poteva fidanzarsi con un povero cuoco!
Passarono i giorni e il momento dell'esecuzione si avvicinava... Il compagno di cella del ragazzo, gli confidò un segreto: "Il re ama le sfide, proponigliene una e vedrai che, se vincerai, otterrai la libertà!". Il cuoco si disse che non aveva nulla da perdere e tentò questa via per tornare libero e soprattutto per poter sposare la principessa. Riuscendo ad ottenere un colloquio con il consigliere del re, lanciò la sua sfida: "Se riuscirò a preparare il miglior Tajine di pollo che il re abbia mai mangiato, mi libererete e io e la principessa potremo sposarci; se il re rimarrà deluso potrà condannarmi domani stesso". Il consigliere riportò il messaggio e il re decise di accettare la sfida: "E sia! Liberate il ragazzo e conducetelo nelle cucine: che prepari un Tajine di pollo per la cena di stasera e se non sarà in grado di stupirmi, preparatevi per l'esecuzione che avverrà domattina all'alba!"
Il ragazzo organizzò subito tutto, si fece procurare dagli aiutanti tutti gli ingredienti necessari e si mise all'opera.
Erano tutti in trepidazione e soprattutto lo era la principessa, che da giorni non smetteva di piangere. Finalmente però arrivò l'ora di cena: la sala fu allestita e il re si accomodò, con gli altri commensali, a tavola. Il re ordinò che fosse servito subito il tajine e così iniziò a gustarlo. Lo assaporò pian piano, con gli occhi chiusi, masticando lentamente e saggiando ogni singolo boccone. Dopo un'ora il re riaprì gli occhi e una lacrima scorse lungo il suo viso: "Caro ragazzo, hai vinto: non ho mai mangiato un Tajine più buono in vita mia! Sei libero! E se prometti che mi preparerai questo piatto una volta alla settimana, potrai sposare mia figlia." Un urlo collettivo di gioia si alzò nella sala, per poi estendersi in tutto il palazzo: il ragazzo è libero e sposerà la principessa!
E così fu...e vissero tutti felici, contenti e con la pancia piena!


Non sono impazzita, tranquilli :D
Ho inventato questa breve storia per il bellissimo contest di Sandra, che chiedeva di abbinare una storia, un racconto, un'emozione, a una ricetta. Oggi, preparando questo Tajine di pollo, mi è venuto in mente questo racconto un po' alla Mille e una notte e così mi sono lasciata trasportare...
Ovviamente io non ho il dono del cuoco del racconto e il mio Tajine è normalissimo...anzi è pure una versione un po' personalizzata, visto che mi mancavano alcune spezie e ho usato ciò che ho trovato in dispensa; tuttavia da questo mix dell'ultimo minuto è venuto fuori un buon sapore, quindi vi lascio la ricetta :)



Ingredienti per due persone
1/2 pollo ruspante
200 g di cous cous precotto
1 cipolla bianca
1 carota
1 patata
1 cucchiaino di curry
1 cucchiaino di paprica dolce
1 cucchiaino di curcuma
1 cucchiaino di zenzero in polevere
dragoncello q.b.
menta frasca q.b.
peperoncino q.b.
sale
olio evo

Procedimento
Tagliare la cipolla grossolanamente e rosolarla in una padella (ancor meglio in un tajine) con un filo d'olio evo. Aggiungere la carota e la patata, previamente pelate e tagliate a tocchetti. Unire i pezzi di pollo e le spezie. Coprire e lasciar cuocere a fuoco molto basso per 50 minuti, un'ora.
Nel frattempo preparare il cous cous seguendo le indicazioni sulla scatola: in genere per 250 g di cous cous bisogna portare ad ebollizione 250 ml di acqua con un filo d'olio e una presa di sale; dopodiché bisogna spegnere il fuoco, versare il cous cous e lasciar riposare per qualche minuto; infine aggiungere olio o burro, sgranare con una forchetta e rimettere sul fuoco per altri 5 minuti.
Servire il tajine con il cous cous.
Un consiglio: accompagnatelo con un tè verde alla menta, è buonissimo!


Con questa ricetta e questo racconto partecipo al contest La singolar tenzone



p.s. Avrei bisogno di una spiegazione tecnica, se qualcuno ne sa qualcosa... :)
Secondo voi come mai il mio blog si trova su bloglovin e su liquida senza che io mi sia iscritta? Voi sapete come funzionano questi siti? Grazie! :D